"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"
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mercoledì 22 gennaio 2025

22 gennaio 2025, Cheow Lan Lake

 

Sovrastante la diga c'è il grande lago di Cheow Lan. 165 km²  è circondato da montagne  calcaree ed è diventato una attrazione turistica collegata e attigua al Khao Sok National Park. Si può visitare in tutte le salse ma con le guide del parco.

Si può prenotare una barca o anche dormire nei bungalow galleggianti. Si può fare un giro "veloce" oppure stare l'intera giornata. Questo abbiamo fatto, prenotato online attraverso il sito ufficiale del parco Khao Sok, una giornata intera di circa
sette ore (clicca qui per il video). Arriviamo al molo in perfetto orario. Alle 10.30 si parte. Siamo in barca insieme ad altri turisti, circa una quindicina, media 35anni, noi i più "grandi". La giornata non è male, c'è sempre un velo di nebbiolina. Il cielo non è terso ma ci regala sprazzi di luce di tanto in tanto. La navigazione procede per circa un'oretta tra le alte formazioni
calcaree ricoperte di rigogliosa vegetazione. Terre emerse dall'acqua come funghi. Alti pinnacoli, guglie e montagne in lontananza. Wauuu. Senza parole. Le fotografie si sprecano, nel vero senso della parola perché spesso siamo posizionati controluce. È un paesaggio incantevole. Nonostante le tante persone e le imbarcazioni riusciamo a coglierne la maestosità. È un
viaggio nel tempo, dove le terre ancora vergini cercavano la luce del sole. Dove chissà che animali le popolavano. Bellissimo. La Thailandia che spesso vediamo nei documentari in cui non c'è solo mare. Poco prima di giungere a destinazione, zona pranzo, arriva l'uomo ragno. Si si, un tizio su una barchetta, con il costume dell'uomo ragno addosso, offre per 40 bhat
(circa €1.5)il gelato alla crema (compreso di arachidi). Un successone. Devo dire che non era niente male, il gelato!. Lo prelevava da un contenitore termico, lo metteva nella coppetta, ci metteva una manciata di arachidi (con la mano pulitissima 🤔) e te lo pappavi... sempre pregando di non stare male. Ok, fatta l'esibizione fruttuosa, va via e noi raggiungiamo zona pranzo. Una grande struttura galleggiante con tavoli, sedie, cucine, bagni, bar e zona tuffi e canoa nel lago. Abbiamo tre ore di tempo dopo un lauto pranzo, in cui non manca nulla davvero. Gigi fa il bagno e ci godiamo la vista della zona e della fiumana di gente che arriva.
Ripresa la navigazione, si va in direzione Pra Kay Petch Cave detta anche la grotta del diamante. È un gioiellino di 100 metri di percorribilita' incastonato nella roccia. Ha numerose stalattiti e stalagmiti che si sono formate quando i depositi minerali sono entrati in contatto con le gocce d'acqua. Alcune di esse, sotto una qualsiasi luce artificiale, sono così
brillanti da sembrare diamanti. Che dire; non finisce qui. Nuovo approdo e nuova scoperta poco dopo. Un po di navigazione e lo stop è all'ingresso di un varco nella foresta. Scendiamo e ci facciamo guidare in un sentiero indescrivibile, si, è l'aggettivo più attinente che possiamo usare. Tanta roba. Per noi, che venivamo dalla foresta di Khao Sok, avrebbe potuto essere ripetitivo perché flora è fauna sono le stesse, e invece no. Non è possibile trovare e provare ripetitività e monotonia perché la natura, di per sé, non lo è. Intrecci di radici di alberi maestosità che attraversano il corso di un ruscello che sfocia a di qua e di là. Il frinire di cicale è grilli, il gracidare delle rane, il fruscio delle foglie, il suono incessante e meraviglioso della natura ci accompagna in questa mezz'oretta di trekking poco impegnativo per le gambe ma molto impegnativo per l'anima che deve inchinarsi alla grandezza di madre natura. 
Con occhi pieni di tanta roba si rientra. Un'ora e mezza di navigazione in cui si rivedono le immense bellezze di questo meraviglioso angolo di Thailandia. 

Dopo una mega doccia si va a cenare in un posto vicino al resort, poco fuori. Fanno il bbq thai. Lo conoscevamo già perché ne facemmo esperienza in Laos, indimenticabile. Ti portano carne e pesce o solo l'uno o l'altro, insieme a verdure e noodles di riso. Tutto a crudo. Un calderone infuocato con sopra una sorta di padella dai bordi alti. Poggiano questo aggeggio infernale (è proprio il caso di dirlo) al centro del tavolo su una pezzo di marmo e tu ci cuoci tutto ciò che hai ordinato.  Più facile a farsi che a dirsi. Divertimento assicurato e ottima cena. Diventa lunga ma il bello è proprio questo. Si parla, si ride, si ripensa all'interna giornata vissuta, alla fortuna che abbiamo, ai nostri amici e alla faccia che avrebbero fatto vedendo tutto questo, e si prega che la maledizione di Montezuma non ci colpisca.