Siamo partiti alle 9.30 da Ranong con direzione Khao Sok. Distanza più di 200 km verso l'entroterra sud thailandese, provincia di Surat Thani.

Riprendiamo il bus con la speranza sia più decente del precedente. È stato così. Il primo tratto da Rangon a Takua Pa (di tre ore) è stato confortevole. Autobus pulito e aria condizionata tollerabile...ma poi. Si scende a Takua Pa perché non c'è un bus che faccia la tratta diretta Ranong - Kaho Sok. Cambio bus. Qui si sale sull'unico mezzo fatiscente che c'è. È un bus locale che ha altre persone a bordo, perché arriva da altra stazione bus in cui ha già fatto il carico, e quindi ti devi arrangiare ; se c'è posto ti siedi se no, ciaone. Fortunatamente sono "solo" 50 minuti quelli che dovremmo trascorrere su questo mezzo. Il bus è scandaloso. Indescrivibile da quanto è vecchio, sporco e, cosa meravigliosa, con tutte le bocchette dell'aria chiuse o meglio, tappate, con tutto ciò che la disperazione del viaggiatore inventa: buste di plastica, pezzi di stoffa e addirittura bottiglie di plastica infilate dentro😱 O così o pomi'.
N. B. Info: questo transfer lo si può fare in taxi, con altri mezzi privati, minivan condivisi e qualsiasi tipologia di mezzo proposto dalle agenzie che si trovano per strada. Lo si può prenotare anche attraverso l'hotel che vi ospita. I prezzi sono abbastanza abbordabili. A noi piace la vita dura😜.
Arriviamo a destinazione : Khao Sok National Park. È un'area vastissima di foresta pluviale incontaminata, nel sud della Thailandia, distante dal mare ma sulle sponde del bellissimo ed esteso Cheow Larn Lake. Qui si arriva solo se si è attratti dalla natura selvaggia. Noi staremo in questa zona per una settimana e abbiamo deciso di dividerla tra la parte ovest, nei primi tre giorni, e la parte più a est per gli ultimi tre giorni (più vicino al lago).Il nostro alloggio (il Morning Mist) è immerso completamente nella vegetazione rigogliosa e la sera, quando è buio,
si sentono versi di ogni sorta, e non si capisce a quale animale appartengano.
Nei tre giorni trascorsi qui abbiamo macinato km nei sentieri percorribili, ben tracciati. Devo ammettere però che noi due siamo molto "disobbedienti" e spesso usciamo dalle rotte comuni e ci inoltriamo in camminamenti meno battuti ma, proprio per questo, più selvaggi (gps alla mano naturalmente). Tirando le somme, che dire. Nonostante veniamo da una terra che offre
meravigliosi scenari e nonostante ne abbiamo visto tantissime altre nei nostri viaggi, ci meravigliamo sempre nel vedere come la natura si manifesti in tutto il suo splendore. Qui sembra che arbusti e alberi facciano a gara per chi per primo può toccare il cielo. Intorno ad essi un sottobosco fitto e rigoglioso ricco di colori e suoni. Svettano i ficus con la loro maestosità. I bamboo sono altissimi e imponenti. E felci e piante di un verde brillante che è impossibile

da descrivere. Ma un video puo aiutare,
(clicca qui per il video ). La natura sembra quasi incontaminata (ma sappiamo bene che non è così) e, ciononostante, è così evidente quanto sia forte. La capacità di riappropriarsi degli spazi, riprendersi tutto ciò che l'uomo le toglie e farti capire quanto tu sia piccolo come un insetto, è palesemente visibile. Qui, in questo splendore, nonostante la presenza di altri visitatori, ci si può immergere tra i suoi suoni, colori e i profumi. Da un lato scorre il fiume e ti sorprendono le sue acque limpidissime dalle quali puoi scorgere pesciolini piccoli e colorati, se non grandi come

carpe. Dalla vegetazione intorno arrivano suoni strani, versi di animali che stanno a metà tra l'antifurto dell'auto e una grattugia stridula. Farfalle maestose difficili da fotografare. E poi insetti e qualche grosso varano mimetizzato tra gli alberi. Ci dovrebbero essere anche gli elefanti, i grossi felini e i serpenti, anche velenosi si dice, ma credo che con tutto il via vai di persone si siano ritirati a spron battuto. Poveri animali. Che dire poi della luce. I raggi del sole si fanno spazio tra le fronde degli altissimi alberi e dei bamboo mozzafiato. È un luogo di bellezza infinita e pace, nonostante noi turisti.
Per chi volesse fare attività impegnative si possono organizzare tante cose: trekking, canoa, canyoning, speleo/grotte, escursioni notturne con notte nella foresta e tanto altro. Ovviamente bisogna venire attrezzati per fare le cose più "" estreme"". Noi ci siamo accontentati di darle un piccolo morso e un assaggio che rimarrà indimenticabile.
Info e consigli utili per chi potesse/volesse venire qui:
Khao Sok è un piccolo villaggio ai margini della foresta in cui si trovano molti resort, più o meno economici, spesso molto carini, e una marea di locali in cui mangiare (molto bene) e bere (molto bene😜); piccoli market, lavanederie, ATM, massaggi, e agenzie di tour operator. Insomma non manca nulla. È molto vivace e frequentato da persone di tutte le età.
Il parco. Costo ingresso 200 bhat (il cambio è 100 bhat/circa euro 3, 50)
Il ticket ti dà l'accesso ai due sentieri maestri. Il più importante e battuto dalla maggior parte di visitatori sta sul lato sinistro dall'ingresso (sentiero grigio) . È lungo circa 7km ma solo i primi 4 si possono percorre in piena autonomia senza alcun problema. I restanti necessitano di guida. Consiglio per chi lo percorre in autonomia: dal sentiero principale, appena vi si presenta la possibilità di un varco a sinistra, lato fiume (parallelo alla strada maestra), accedetevi e seguitelo fino alla fine senza alcun timore; impossibile perdersi. Non ve ne pentirete.
Se invece scegliete di percorrere il sentiero a destra (sentiero rosso) preparatevi a salire centinaia e centinaia di scalini, passare un ponticello mobile e ammirare la natura in tutta la sua bellezza e in tutta tranquillità, probabilmente senza incrociare nessuno, come è capitato a noi.
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