"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

martedì 21 gennaio 2025

21 gennaio 2025. Bantakhun o Ban Ta Khun, come volete voi.


Dopo la consueta colazione in questo bel resort, arriva lo scooter prenotato ieri. Costo per 24 ore circa 12 euro (bath 350). Sappiamo bene di essere in un posto che offre tante attrazioni dal punto di vista naturalistico e, dopo il parco, ci aspettiamo di navigare nelle acque del lago annesso . Siamo esattamente a Ratchaprapa.
Da qui partono i vari percorsi su barca. Ci sono tante opzioni. Dallo stare fuori per mezza giornata a tutta, come faremo noi domani. C'è chi prenota la notte in una zattera galleggiante o in qualche alloggio all'interno del lago. C'è un via vai di gente che sembra Santarega (per i due che non lo sapessero = festività in onore di Santa Greca che attrae millemilioni di persone, per devozione e per... mangiare il maialino o sa lissa/mugil cephalus) La cosa peggiore però è che ci sono altrettante imbarcazioni che sfrecciano avanti e indietro. Nonostante la bellezza tutt'intorno, questo pienone non ci piace tanto. Ci ha ricordato un pochino Ha Long Bay, la famosa baia a nord del Vietnam, una delle meraviglie esistenti sulla terra. Anche lì lo splendore del posto doveva lasciar spazio alla calca irrefrenabile dei turisti. Da questo molo partiremo anche noi domani per un tour prenotato la settimana scorsa. Non è economico ma ci sta. Staremo fuori tutto il giorno e speriamo che il tempo ci assista. C'è molto caldo ma il cielo è coperto. Probabilmente lo sarà anche domani ma l'importante è che non piova, se no niente foto e niente bello. 
Inforcato lo scooter si va verso un punto segnalato come interessante. Si chiama Chiew Larn Lake View Point. È un'immensa area parco panoramico appunto, e anche area di sosta per chi segue i tour organizzati e anche di parcheggio per chi dovesse lasciare la vettura in un posto sicuro. Molto curato e provvisto di tutto il necessario, bagni compresi. C'è il monumento di una principessa della
dinastia del re Rama X. Nata nel 1920 e morta uccisa da un colpo di pistola, il perché non ci è dato a sapere. È stata una acculturata beneffattrice, tanto caritatevole  che si dice che i tailandesi la rimpiansero tantissimo e che per questo fu eretto questo monumento in suo ricordo (dalla didascalia sotto al monumento). Tornando al "parco" anche la visuale
è ottima. Una buona prospettiva sulla diga è su tutta l'area intorno. La diga di Ratchaprapa ovvero "Luce del regno" è il contributo che i regnanti insieme al governo tailandese diedero alle popolazioni che vivevano nei suoi pressi, ma non solo. Il suo scopo era ed è la modernizzazione e il rafforzamento delle rete elettrica del sud della Thailandia. È stata  progettata sia per fornire energia alla provincia di Surat Thani e alle aree circostanti con generatori idroelettrici in grado di produrre un massimo di 240mw/ora, che per il controllo costante delle inondazioni. È stata inaugurata nel 1987 dopo 5 anni di duro lavoro e di radicali cambiamenti subiti dalle popolazioni indigene, depredate delle loro abitudini e del loro habitat. Come sempre tecnologia e progresso sono un gran vantaggio che lascia sempre strascichi.
Dopo questa digressione storico culturale alla Angela(magari), si torna al giro in scooter. Arriviamo ad un tempio al cui interno ci sono 10 statue di altrettanti 10 monaci. Sempre a grandezza naturale e sempre ricoperte, in parte, di foglie d'oro. Rispecchiano esattamente i monaci corrispondenti e ce n'è una che porta addirittura gli occhiali, scolpiti anch'essi. Monaco

quattrocchi 🤓. Il tempio si chiama Wat Ta Khun, ed è davvero il caso di visitarlo, una perla. Tornati on the road, percorriamo le strade e stradine della periferia. Vediamo belle costruzioni in legno, in muratura, case molto grandi e di degna nota. Ci sono anche le casupole fatiscenti che però non sono un gran problema per chi vi abita. Come già detto in altre occasioni, il concetto di povertà qui è diverso dall'accezione comune, la nostra per esempio. Non stanno morendo di fame né danno la percezione di inferiorità sociale ed economica. Sono così e non chiedono se non di vivere "tranquillamente". Si accontentano e accettano la loro condizione. Resilienza? Apatia? Indifferenza? Distacco? Non sappiamo rispondere.
Si occupano di tante cose, lentamente però, mi raccomando. Qui, la maggior parte di loro è dedita alla pesca e alla coltivazione e raccolta di frutti e di gomma. Che dire: interi apprezzamenti di alberi della gomma. Distese. Questi alberi sono molto alti e con tronchi non grossi. Somigliano vagamente ai giovani eucalipti ma di questi lontani cugini non hanno né le folte fronde né la larghezza dei fusti. Dalla  corteccia, che viene incisa in diversi punti, fuoriesce un siero bianco che goccia dopo goccia riempie il contenitore che i coltivatori scelgono di mettere appena sotto:  buste di plastica oppure gusci di noce di cocco. Il liquido così ottenuto si condensa e al tatto è proprio gomma. La parte liquida invece ricorda il vinavil, è addirittura collosa e odora un pochino di pesce. È pienissimo di alberi trattati e di altrettanto buste di raccolta ad essi appese. In alcune zone ci sono già le semisfere pronte da trattare, ammucchiate. Insomma un bello spaccato di vita quotidiana. Il nostro viaggio vuol essere soprattutto questo, vedere e cercare di capire la vita quotidiana delle periferie e delle campagne. 

Si torna sulla via del ritorno. Domani mattina pertenza per la gita in barca sul Cheow Lan Lake.


3 commenti: