"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

sabato 25 gennaio 2025

23/24/25 gennaio 2025. Pukhet

 

Ed eccoci a Pukhet. Siamo arrivati dopo circa tre ore di bus da Bantakhun. Alloggiamo al Siray green resort Che sta a qualche km dal centro dalla città.
Per tutto il pomeriggio del giorno d'arrivo siamo andati in giro a piedi. Siamo saliti in quella che è l'imitazione della Golden Rock birmana che noi abbiamo avuto il privilegio di vedere nel nostro viaggio precedente (anno 2019). È un tempio buddista che dista poche centinaia di metri dal nostro alloggio e che ha all'interno un grande bhudda sdraiato. Purtroppo è chiuso ma riusciamo a vedere l'interno attraverso il vetro. All'esterno invece c'è questa roccia tondeggiante e verniciata di color oro, edificata da una comunità birmana, dal nome improponibile, che vive qui a Pukhet.
Il secondo giorno noleggiamo uno scooter, mezzo usatissimo e consono al posto. Si va per spiagge. Iniziamo da nord, andiamo verso Surin Beach a circa 30 km. Dopo un'ora di intenso traffico riusciamo a vedere il mare. Bello. Lunga spiaggia con un mare limpido e invitante. Un tuffo non ce lo toglie nessuno. L'acqua è pulita e calda, peccato solo che il sole sia a
intermittenza, va e viene. O meglio, meno male che non c'è il sole a cuocere i cervelli, per chi li ha, ma la sua luce è il sale del mondo e quando non c'è, è tutto  più spento. Dopo esserci rifocillati e asciugati, proseguiamo per Kamala Beach. Bella, spiaggio a lunghissima, ma non sarà l'unica. Anche qui, pienone di turisti, motorini, bancarelle di fast food, lettini e sdraie e ombrelloni.
Ci sono dei bei locali dove poter mangiare o bere, resort di tutto rispetto e quelli per ricchi. Noi ci accontentiamo del nostro scooter per riportarci al nostro ma prima passiamo per Patong. Patong è per noi un bellissimo ricordo perché nel viaggio è del 2018/2019 abbiamo festeggiato proprio qui il capodanno. Ricordi indelebili di una notte magica perché è uso andare in spiaggia e brindare lì, tra gente festosa, musica e lanterne cinesi che a centinaia vengono lasciate volare in cielo tanto che sembrano stelle.
Oggi la rivediamo con piacere nonostante la marea di gente. È pazzesca. Se volete casino, bè Patong è perfetta. È caotica ma c'è davvero tutto. Non si può non vederla e starci anche per qualche giorno. Pranziamo fronte mare. Qui, nella costa di Patong, non mancano i ristoranti di tutti i tipi e per tutte le tasche.

È ora di tornare a Pukhet che dista circa 15 km da Patong. È vicina ma il traffico infernale non fa velocizzare la guida, nonostante Gigi sia tanto impeccabile quanto spericolato.
Dedichiamo la sera al centro di Pukhet, la cosiddetta Old Town, il suo cuore, la parte originaria. È un gioiellino. Un incrocio di strade sulla principale Thalang road, fiancheggiate da edifici e negozi colorati ed eleganti, la trasportano in Europa. Fu costruita all'inizi del 900 da un ricco commerciante e si sviluppò con evidenti influenze sino-portoghesi. È veramente carina e particolare. Vi è una grande comunità cinese e lo si coglie palesemente. Da vedere assolutamente per chi passa di qua.
A sera inoltrata invece ci spostiamo di qualche km e ci tuffiamo nel famoso Indy Market. A Pukhet c'è un famoso market notturno nel weekend ma noi partiremo prima e non potremo vederlo. Invece l'Indy Market apre ogni sera. È un'esplosione di bancarelle di fast food a ottimi prezzi e soprattutto per tutti i gusti. Dal dolce al salato, dalla carne al pesce; vegetariano e vengano che si sia, qui si trova di tutto. C'è pure musica dal vivo. Ci sono tavoli e un ottimo servizio di riordino da parte dello staff. C'è da perdersi e perdere la linea pure. Mezzo kg di ribs e due birre, grandi, non ci impediscono di finire con il nostro Roti Nutella e banane... e domani a dieta😜

L'ultimo giorno lo dedichiamo alle spiagge a sud di Patong. Iniziamo a macinare km e arriviamo alla bellissima Karon Beach. La cittadina è molto bella, diciamo che è abbastanza vicina agli standard di una cittadina ordinata ed efficiente sulle coste europee. Molto ben curata e con edifici e case di lusso. Bei negozi e poi la mega spiaggia.
È lunghissimaaaa. Nonostante sia affollatissima, è nonostante una grossa parte sia occupata da ombrelloni e sdrai, ne rimane libera una gran parte davanti al mare, nel bagnasciuga insomma. La distanza dagli arredi da spiaggia è tale che si respira. Non hai la sensazione di avere il vicino sul collo; c'è molto spazio per tutti. Bellissima. Mare splendido, vegetazione altrettanto.
Stiamo qui un paio d'ore e poi decidiamo di spostarci più a sud a Kata Beach. Ma prima ci fermiamo nuovamente in un altro accesso alla spiaggia : è sempre Karon Beach! Km e Km di lungomare ampissimo e bellissimo davvero. Arriviamo a Kata Beach, pochi km di distanza. Altrettanto bella, alberata e piena di gente. Qui però a differenza di Karon, non ci sono locali o bancarelle di fast-food o abbigliamento, a Karon è pieno. Qui nel lungomare ci sono meno locali e anche in spiaggia c'è "" "meno""" affluenza. Comunque, dopo il giro delle sette chiese 😎, si rientra. Stanchi, soprattutto Gigi, perché guidare uno scooter in mezzo a migliaia di veicoli, destreggiandosi e con tutte le antenne di allerta attive, non è rilassante. Considerando che si guida a sinistra. Ci fermiamo al nostro 7eleven (catena di minimarket americana diffusa in tutto il mondo spesso "salvavita") ci riforniamo di roba per un apericena in balcone e rientriamo. Stasera no restaurant. Doccia, relax e birra patatine, croissant salati, tramezzini e chi più ne ha più ne metta. Ciao ciao Pukhet, domattina si va via. Direzione isola di Khao Lanta. Prenderemo il traghetto, o meglio, nave veloce, che porta in 4 ore all'isola di Kho Lanta, passando per le mitiche Phi Phi island set del film the Beach con Leonardo DiCaprio (per chi non lo avesse visto DA VEDERE!!)


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