"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

venerdì 31 gennaio 2025

31 gennaio 2025. Last day in Kho Lanta

 Ultimo giorno in questa bellissima isola.

Oggi ci si dedica esclusivamente al mare. Abbiamo una spiaggia a 50 metri dal bungalow e ne approfittiamo. Stiamo fino all'ora di pranzo che faremo dalle musulmane ma non le solite, quelle a fianco. Localino spartano dove cucinano abbastanza bene a prezzi stracciatissimi. L'unica cosa è che abbiamo capito che i musulmani nella ristorazione fanno un pochino di casino. Il kebab, è una piadina fredda, un rotolo di piadina ripieno. Il naan, il pane mediorientale,non è proprio così. Insomma diciamo che se la cavano ma interpretano a modo loro.
La sera ci vede in totale rilassamento di fronte all'ultimo tramonto su questa bellissima isola. Concludendo, Kho Lanta è veramente bella. Accogliente, confortevole, rilassante e provvista di tutto. L'idea che ci balena è quella di poterci stare più a lungo in un futuro prossimo, speriamo, magari a viverci per qualche mese. Per ora l'assaggio è stato più che soddisfacente, il tramonto pure. Kapon ka (grazie a te) Kho Lanta, sawadee Ka, arrivederci. 



giovedì 30 gennaio 2025

30 gennaio 2025. Spiaggia e mare a Kho Lanta

 E con il canto del gallo e della gallina wake up! 

Colazione: caffè e cappuccino del 7eleven accompagnati dalle pineapple pie, fagottini di pasta sfoglia ripieni di ananas, deliziosi, il tutto consumato nel balconcino del bungalow.


Il vento è sempre presente ma sappiamo dove andare a ridosso. Proprio dove ci eravamo ripromessi ieri. Niu beach primo tratto.Spiaggia consigliatissima. Giusta dimensione, si sta benissimo. Ci prendiamo un parasole, già presente in spiaggia, e stiamo qui tutta la giornata fino a poco prima del tramonto. Tuffi, sole,
ombra, tuffi… impagabile. Abbiamo maschera e boccaglio e non ci facciamo mancare le nostre esplorazioni. Rocce e anfratti con pesci e pesciolini. Ci sono aguglie, salpe, pesci chirurgo, un pesce scatola, qualche cerniottina, molti ricci enormi e pesci bianconeri della Juve. Sopra intanto vola un falco pescatore, meraviglioso da osservare.
La giornata va così. Ci spostiamo da questa piccola perla di spiaggia perché alle 19.00 dobbiamo riconsegnare lo scooter. Ci fermiamo in una spiaggia dove ormai la bassa marea incorporato barche e coralli in secca. Qui assistiamo all'ennesimo mai scontato tramonto, indimenticabile. Rientrati in base, riconsegnato lo scooter e fatta la mega doccia, non ci resta che andare a mangiare qualcosa. Oggi optiamo per “Gina”, un ristorantino carino carino davvero, dove con tredici euro a testa, ci godiamo un piatto a base di frutti di mare con contorno di riso e birra ghiacciata, la nostra Singha. Nonostante siamo amanti dei vini purtroppo non li prendiamo quasi mai. Dei vini che non conosciamo non abbiamo una gran fiducia. Ci sono vini che, per quanto riguarda il prezzo, è come da noi, in ristorante, ma di molti non riusciamo a capirne tanto e quindi birra, sempre top. 

E se n'è andata un'altra bella giornata. 

P. S. RISTORANTE MIGLIORE "GINA". 


mercoledì 29 gennaio 2025

29 gennaio 2025. Kho Lanta National Park

 Stamattina, di buona lena, inforcato lo scooter si va a sud. Direzione National Park. Costo 200 bath(€ 7.00) a testa più 20 (€ 0,70 cent) di parcheggio. È facilmente percorribile, anche perché il sentiero è unico e agevole. Vi è un accesso anche dalla parte del bar, di cui abbiamo parlato ieri, ma non abbiamo capito dove si incrocia con questa direzione di
marcia. Solo la prima parte di circa 400 metri è un pochino più tortuosa ma tanta gente la percorre con sandali o infradito. Suggerimento: se doveste venire, calzante un paio di sneakers se non avete di meglio o qualcosa di simile, non tanto per la difficoltà (irrisoria) quanto per qualche involontaria pestata con le dita dei piedi, così preziosi per proseguire un viaggio, e non solo.
Portatevi dietro le ciabatte considerando che finirete in spiaggia. Questo pezzetto di foresta offre un'enorme varietà di piante e arbusti. La biodiversità è la regina di questo contesto. La durata della camminata è di circa 35 minuti per due km di lunghezza e tante fotografie. Usciti dalla rigogliosa foresta, si apre una baia con una spiaggia incantevole e dalla parte opposta svetta un vecchio faro bianco, ora in disuso.
Ripreso lo scooter, iniziamo a risalire costeggiando il versante occidentale, quello in cui sono le migliori spiagge. È proprio così. L'isola si può dividere in 5 aree: a nord est c'è la zona portuale; poi c'è la zona della old-town a sud est. La parte a ovest è è quella delle spiagge. Ci sono chilometri di spiagge. A loro volta raggruppate in zone: Khlong Dao,
Long Beach, dove stiamo noi, Khlong Khlong, Klong Inn e Kantian più a sud. Sono una più bella dell'altra. Ce ne sono piccole o grandi, lunghe e larghe. Nella strada che le costeggia si trovano negozietti, fast food, ristoranti, resort, minimarket e qualsiasi cosa di cui si possa avere necessità. Ci fermiamo per una birra e un cocco frescooo, in un localino chiamato Pirate Bay ! meraviglioso! sulla spiaggia di Bamboo beach. Che dire: Meraviglia.Al rientro ci fermiamo a vedere alcune persone che giocano a pallavolo con i piedi.
Si chiama Sepak Takraw ed è uno sport amatissimo e molto praticato nel sud est asiatico. Anche la Muay thai lo é, a tutte le età, fisico permettendo ovviamente. Passu passu rientriamo al bungalow. Ma prima ci ripromettiamo di sbragarci al sole sulla spiaggia di Niu Beach, non quella più estesa ma il primo tratto, il più tranquillo. Entriamo nel primo ingresso che ha 150 metri di discesina in sterrato da fare a piedi, dopo aver parcheggiato. È piccola ma incantevole e, cosa intelligente, si trovano dei parasole artigianali fatti di canne e teli frangisole a disposizione degli ospiti della spiaggia. Domani ne aprofitteremo. Finiamo la serata in un ristorante pizzeria italiana (solo per provare se qualche italiano è onesto ad offrire la pizza italiana). È di un siciliano che vive qui da vent'anni. Gentile e disponibile ma la pizza… voto appena sufficiente, anche se spesso da noi è peggio. Buonanotteeee 


martedì 28 gennaio 2025

28 gennaio 2025. Old town. Giro in scooter sul versante orientale

 E vaiii. Gli animali si sono sbizzarriti, stiamo ridendo dalle 5 del mattino. 

Ci abiteremo! Ci abitueremo🤔??? 

Colazione con un buon caffè americano (da 7eleven è buono buono) pasterella, si si, anche quella c'è, è via di scooter. L'abbiamo noleggiato per tre giorni al costo totale di 600 bath, poco più di sei euro al giorno. La giornata per quanto calda e piacevole, è uggiosa. Il cielo è grigio, da l'impressione che piova (ma non pioverà) . Stanotte c'era tanto vento ma anche stamattina non è niente
male. Nonostante tutto, riusciamo a viaggiare tranquilli. Percorriamo il primo tratto che in meno di mezz'oretta ci porterà alla Old Town, la città vecchia. Arrivati, ci accorgiamo subito dell'atmosfera lenta e rilassante. Sembra si sia fermato il tempo. Old Town ha una grossa influenza cinese e difatti, siccome domani è il capodanno cinese, ogni tanto si sentono
scoppiettare miniciccioli e petardi a raffica. I cinesi festosi preparano pietanze per la comunità ma se, come noi, sei qui ad ammirare il loro maiale arrosto, te ne offrono quanto basta, anche perché è buono ma leggermente dolciastro (non abbiamo capito cosa ci mettono sopra). Le case intorno sono fatte di legno e, contornate dalle lanterne rosse, sono
un bijoux. Negozi e negozietti di articoli vari e souvenir dai costi contenuti ne fanno un punto d’ attrazione molto interessante. C'è un bel pontile dove padroneggiare un' aragosta gigante, qui partono le barche per i tour delle isole vicine. Non possiamo che mangiare qui ma oggi andremo sull’occidentale burger di pollo con patate fritte. Ci sono molti bei locali carini e romantici in
cui mangiare pesce ma ci proponiamo di farlo prossimamente, magari a cena. Riprendiamo lo scooter è scendiamo ancora verso sud, siamo nel versante orientale. Passiamo per Sang-Ga-U un villaggio abitato esclusivamente da pescatori chiamati “Chao Leh” o zingari del mare. Sono i discendenti dei marinai di origine indo-malese che vivevano
da semi nomadi e che colonizzarono per primi l'isola. Erano tre etnie, i Moken, i Moken e gli Urak Lawoi. Questi ultimi soprattutto hanno incentrato la loro esistenza sull'utilizzo delle risorse marine. Sono abilissimi pescatori, anche in apnea e, come potete immaginare, vivono in semplicità. Passando tra le loro abitazioni e le loro barche a secca, perché c'è bassa marea, si
sentono gli odori e i suoni del mare. L'odore del mare, lo strano ticchettio degli animali marini invisibili ai nostri occhi, che si nascondono tra le rocce affiorate e le barche ornate di fiocchi o coccarde colorate, sono immagini da immortalare nella memoria. Un viaggio nel tempo tra gente semplice che vive in simbiosi con questa incommensurabile risorsa, che ne trae tanto quanto
possa riceverne, depredandola sicuramente, ma dipendendone completamente. Il rovescio della medaglia. Finiamo il giro scendendo ancora più a sud, esattamente in un locale chiamato Pirata Beach, molto carino e caratteristico, molto vicino al Parco/ riserva naturale che andremo a vedere domattina. La sera, rientrati al pollaio, mega doccia e via ad assaggiare altri sapori thailandesi. Buttiamo maldestramente giù due righe e… a nanna. 


lunedì 27 gennaio 2025

27 gennaio 2025. Kho Lanta

 Ebbene sì, siamo passati dalle stelle alla fattoria. Nessun problema di animali in camera ma all'alba tutti in piedi per il saluto al sole dei galli e delle galline.

La bellezza del posto, immerso nel verde, è leggermente passata in secondo piano stamattina. C'erano tutti ma proprio tutti: grilli, rane, cicale, uccelli di ogni… verso. Gatti e cani muti; gechi, lucertole, coleotteri e zanzare, solo non si vedono i due leocorni! Il nostro letto, fortunatamente comodo, è dotato di un baldacchino di fitta garza.
Non entra nemmeno uno spillo, ma le nostre orecchie sono vigili e funzionanti. Insomma molto caratteristico e a tratti molto ma molto divertente. Prendiamo la situazione come deve, ma si, si può fare per qualche giorno.Non avendo ancora lo scooter, gironzoliamo per il vicinato.


Un resort dietro l'altro. Un locale da ristorazione dietro l'altro. Un 7eleven dietro l'altro, un ATM senza soldi dietro l'altro. E si, siamo rimasti tutti senza denaro liquido perché ieri, domenica, sono finiti i soldi (troppi turisti, si dice) e aspettiamo che oggi le banche si decidano a rimpinguare. Fortunatamente abbiamo sempre
altra soluzione (cambio dollari) in emergenza e riusciamo a cavarcela fino al prelievo in ATM della tarda sera. Nel frattempo ci crogioliamo nei tre km di spiaggia meravigliosa che è proprio a 50mt dal nostro resort. La percorriamo in lungo e in largo tra un bagno e l'altro. Si sta da Dio. A pranzo torniamo nel piccolo locale di gestione musulmana, quello di ieri.
Lo staff è solo di ragazze, tutte carine e gentilissime. Si mangia bene e si spende poco. Unico neo, niente alcool, niente birra per Gigi. Finalmente si accorge che l'acqua non è solo per radiatori o piante. A cena però vuole la sua parte. Cerchiamo qualcosa un pochino più avanti dal locale musulmano. Trovato, si chiama Mama. È un'altra struttura carina dove servono piatti veramente deliziosi e BIRRA. Si rientra in bungalow a tarda sera. Si sentono solo i grilli, gli altri animali sono a riposo. Si stanno preparando per l'alba. 

Agli animalisti: cambiereste idea subito!!! 


domenica 26 gennaio 2025

26 gennaio 2025. Isola di Kho Lanta

 

Imbarcato dal molo di Pukhet che si chiama Rossana Pier. Ore 8.30 con la speedy boat della compagnia Ferry Thailand, prenotato online. Prezzo 1600 bhat in due.

I costi dei transfer via mare sono sempre alti nonostante siano affollati, spesso decadenti e spesso non puntualissimi. Ma è così. Siamo partiti con mezz'ora di ritardo e dovevamo fare scalo di un'ora a Phi Phi ISLAND per il cambio barca. Lo scalo è stato travaso. Non c'era tempo di scendere e quindi abbiamo cambiato barca e viaggiato per
un'altra ora. In tutto 4 ore. A Phi Phi fortunatamente abbiamo potuto scattare alcune foto perché il pilota ci permetteva di vedere i punti migliori soffermandosi qualche minuto. Il cielo anche oggi è coperto e anche oggi la luce del sole non fa brillare queste meraviglie. Però però. Le isole di Phi Phi sono spettacoli della natura ma aime' deturpate e violentate da una marea di natanti e alberghi costruiti quasi sulle spiagge. Purtroppo non è stato un bel vedere.
Arrivati a Kho Lanta ci accolgono i lavori in corso della via principale che ovviamente è un groviglio di taxi, scooter, auto e polvereee. Vabbè dopo un pranzetto buonissimo in un localino gestito da musulmani (qui ce ne sono tanti, sia musulmani che locali dove mangiare) ci rintaniamo nel nostro bungalow in mezzo al verde, alle galline e a tutti gli animali che speriamo di non trovare  in camera stanotte.


sabato 25 gennaio 2025

23/24/25 gennaio 2025. Pukhet

 

Ed eccoci a Pukhet. Siamo arrivati dopo circa tre ore di bus da Bantakhun. Alloggiamo al Siray green resort Che sta a qualche km dal centro dalla città.
Per tutto il pomeriggio del giorno d'arrivo siamo andati in giro a piedi. Siamo saliti in quella che è l'imitazione della Golden Rock birmana che noi abbiamo avuto il privilegio di vedere nel nostro viaggio precedente (anno 2019). È un tempio buddista che dista poche centinaia di metri dal nostro alloggio e che ha all'interno un grande bhudda sdraiato. Purtroppo è chiuso ma riusciamo a vedere l'interno attraverso il vetro. All'esterno invece c'è questa roccia tondeggiante e verniciata di color oro, edificata da una comunità birmana, dal nome improponibile, che vive qui a Pukhet.
Il secondo giorno noleggiamo uno scooter, mezzo usatissimo e consono al posto. Si va per spiagge. Iniziamo da nord, andiamo verso Surin Beach a circa 30 km. Dopo un'ora di intenso traffico riusciamo a vedere il mare. Bello. Lunga spiaggia con un mare limpido e invitante. Un tuffo non ce lo toglie nessuno. L'acqua è pulita e calda, peccato solo che il sole sia a
intermittenza, va e viene. O meglio, meno male che non c'è il sole a cuocere i cervelli, per chi li ha, ma la sua luce è il sale del mondo e quando non c'è, è tutto  più spento. Dopo esserci rifocillati e asciugati, proseguiamo per Kamala Beach. Bella, spiaggio a lunghissima, ma non sarà l'unica. Anche qui, pienone di turisti, motorini, bancarelle di fast food, lettini e sdraie e ombrelloni.
Ci sono dei bei locali dove poter mangiare o bere, resort di tutto rispetto e quelli per ricchi. Noi ci accontentiamo del nostro scooter per riportarci al nostro ma prima passiamo per Patong. Patong è per noi un bellissimo ricordo perché nel viaggio è del 2018/2019 abbiamo festeggiato proprio qui il capodanno. Ricordi indelebili di una notte magica perché è uso andare in spiaggia e brindare lì, tra gente festosa, musica e lanterne cinesi che a centinaia vengono lasciate volare in cielo tanto che sembrano stelle.
Oggi la rivediamo con piacere nonostante la marea di gente. È pazzesca. Se volete casino, bè Patong è perfetta. È caotica ma c'è davvero tutto. Non si può non vederla e starci anche per qualche giorno. Pranziamo fronte mare. Qui, nella costa di Patong, non mancano i ristoranti di tutti i tipi e per tutte le tasche.

È ora di tornare a Pukhet che dista circa 15 km da Patong. È vicina ma il traffico infernale non fa velocizzare la guida, nonostante Gigi sia tanto impeccabile quanto spericolato.
Dedichiamo la sera al centro di Pukhet, la cosiddetta Old Town, il suo cuore, la parte originaria. È un gioiellino. Un incrocio di strade sulla principale Thalang road, fiancheggiate da edifici e negozi colorati ed eleganti, la trasportano in Europa. Fu costruita all'inizi del 900 da un ricco commerciante e si sviluppò con evidenti influenze sino-portoghesi. È veramente carina e particolare. Vi è una grande comunità cinese e lo si coglie palesemente. Da vedere assolutamente per chi passa di qua.
A sera inoltrata invece ci spostiamo di qualche km e ci tuffiamo nel famoso Indy Market. A Pukhet c'è un famoso market notturno nel weekend ma noi partiremo prima e non potremo vederlo. Invece l'Indy Market apre ogni sera. È un'esplosione di bancarelle di fast food a ottimi prezzi e soprattutto per tutti i gusti. Dal dolce al salato, dalla carne al pesce; vegetariano e vengano che si sia, qui si trova di tutto. C'è pure musica dal vivo. Ci sono tavoli e un ottimo servizio di riordino da parte dello staff. C'è da perdersi e perdere la linea pure. Mezzo kg di ribs e due birre, grandi, non ci impediscono di finire con il nostro Roti Nutella e banane... e domani a dieta😜

L'ultimo giorno lo dedichiamo alle spiagge a sud di Patong. Iniziamo a macinare km e arriviamo alla bellissima Karon Beach. La cittadina è molto bella, diciamo che è abbastanza vicina agli standard di una cittadina ordinata ed efficiente sulle coste europee. Molto ben curata e con edifici e case di lusso. Bei negozi e poi la mega spiaggia.
È lunghissimaaaa. Nonostante sia affollatissima, è nonostante una grossa parte sia occupata da ombrelloni e sdrai, ne rimane libera una gran parte davanti al mare, nel bagnasciuga insomma. La distanza dagli arredi da spiaggia è tale che si respira. Non hai la sensazione di avere il vicino sul collo; c'è molto spazio per tutti. Bellissima. Mare splendido, vegetazione altrettanto.
Stiamo qui un paio d'ore e poi decidiamo di spostarci più a sud a Kata Beach. Ma prima ci fermiamo nuovamente in un altro accesso alla spiaggia : è sempre Karon Beach! Km e Km di lungomare ampissimo e bellissimo davvero. Arriviamo a Kata Beach, pochi km di distanza. Altrettanto bella, alberata e piena di gente. Qui però a differenza di Karon, non ci sono locali o bancarelle di fast-food o abbigliamento, a Karon è pieno. Qui nel lungomare ci sono meno locali e anche in spiaggia c'è "" "meno""" affluenza. Comunque, dopo il giro delle sette chiese 😎, si rientra. Stanchi, soprattutto Gigi, perché guidare uno scooter in mezzo a migliaia di veicoli, destreggiandosi e con tutte le antenne di allerta attive, non è rilassante. Considerando che si guida a sinistra. Ci fermiamo al nostro 7eleven (catena di minimarket americana diffusa in tutto il mondo spesso "salvavita") ci riforniamo di roba per un apericena in balcone e rientriamo. Stasera no restaurant. Doccia, relax e birra patatine, croissant salati, tramezzini e chi più ne ha più ne metta. Ciao ciao Pukhet, domattina si va via. Direzione isola di Khao Lanta. Prenderemo il traghetto, o meglio, nave veloce, che porta in 4 ore all'isola di Kho Lanta, passando per le mitiche Phi Phi island set del film the Beach con Leonardo DiCaprio (per chi non lo avesse visto DA VEDERE!!)


mercoledì 22 gennaio 2025

22 gennaio 2025, Cheow Lan Lake

 

Sovrastante la diga c'è il grande lago di Cheow Lan. 165 km²  è circondato da montagne  calcaree ed è diventato una attrazione turistica collegata e attigua al Khao Sok National Park. Si può visitare in tutte le salse ma con le guide del parco.

Si può prenotare una barca o anche dormire nei bungalow galleggianti. Si può fare un giro "veloce" oppure stare l'intera giornata. Questo abbiamo fatto, prenotato online attraverso il sito ufficiale del parco Khao Sok, una giornata intera di circa
sette ore (clicca qui per il video). Arriviamo al molo in perfetto orario. Alle 10.30 si parte. Siamo in barca insieme ad altri turisti, circa una quindicina, media 35anni, noi i più "grandi". La giornata non è male, c'è sempre un velo di nebbiolina. Il cielo non è terso ma ci regala sprazzi di luce di tanto in tanto. La navigazione procede per circa un'oretta tra le alte formazioni
calcaree ricoperte di rigogliosa vegetazione. Terre emerse dall'acqua come funghi. Alti pinnacoli, guglie e montagne in lontananza. Wauuu. Senza parole. Le fotografie si sprecano, nel vero senso della parola perché spesso siamo posizionati controluce. È un paesaggio incantevole. Nonostante le tante persone e le imbarcazioni riusciamo a coglierne la maestosità. È un
viaggio nel tempo, dove le terre ancora vergini cercavano la luce del sole. Dove chissà che animali le popolavano. Bellissimo. La Thailandia che spesso vediamo nei documentari in cui non c'è solo mare. Poco prima di giungere a destinazione, zona pranzo, arriva l'uomo ragno. Si si, un tizio su una barchetta, con il costume dell'uomo ragno addosso, offre per 40 bhat
(circa €1.5)il gelato alla crema (compreso di arachidi). Un successone. Devo dire che non era niente male, il gelato!. Lo prelevava da un contenitore termico, lo metteva nella coppetta, ci metteva una manciata di arachidi (con la mano pulitissima 🤔) e te lo pappavi... sempre pregando di non stare male. Ok, fatta l'esibizione fruttuosa, va via e noi raggiungiamo zona pranzo. Una grande struttura galleggiante con tavoli, sedie, cucine, bagni, bar e zona tuffi e canoa nel lago. Abbiamo tre ore di tempo dopo un lauto pranzo, in cui non manca nulla davvero. Gigi fa il bagno e ci godiamo la vista della zona e della fiumana di gente che arriva.
Ripresa la navigazione, si va in direzione Pra Kay Petch Cave detta anche la grotta del diamante. È un gioiellino di 100 metri di percorribilita' incastonato nella roccia. Ha numerose stalattiti e stalagmiti che si sono formate quando i depositi minerali sono entrati in contatto con le gocce d'acqua. Alcune di esse, sotto una qualsiasi luce artificiale, sono così
brillanti da sembrare diamanti. Che dire; non finisce qui. Nuovo approdo e nuova scoperta poco dopo. Un po di navigazione e lo stop è all'ingresso di un varco nella foresta. Scendiamo e ci facciamo guidare in un sentiero indescrivibile, si, è l'aggettivo più attinente che possiamo usare. Tanta roba. Per noi, che venivamo dalla foresta di Khao Sok, avrebbe potuto essere ripetitivo perché flora è fauna sono le stesse, e invece no. Non è possibile trovare e provare ripetitività e monotonia perché la natura, di per sé, non lo è. Intrecci di radici di alberi maestosità che attraversano il corso di un ruscello che sfocia a di qua e di là. Il frinire di cicale è grilli, il gracidare delle rane, il fruscio delle foglie, il suono incessante e meraviglioso della natura ci accompagna in questa mezz'oretta di trekking poco impegnativo per le gambe ma molto impegnativo per l'anima che deve inchinarsi alla grandezza di madre natura. 
Con occhi pieni di tanta roba si rientra. Un'ora e mezza di navigazione in cui si rivedono le immense bellezze di questo meraviglioso angolo di Thailandia. 

Dopo una mega doccia si va a cenare in un posto vicino al resort, poco fuori. Fanno il bbq thai. Lo conoscevamo già perché ne facemmo esperienza in Laos, indimenticabile. Ti portano carne e pesce o solo l'uno o l'altro, insieme a verdure e noodles di riso. Tutto a crudo. Un calderone infuocato con sopra una sorta di padella dai bordi alti. Poggiano questo aggeggio infernale (è proprio il caso di dirlo) al centro del tavolo su una pezzo di marmo e tu ci cuoci tutto ciò che hai ordinato.  Più facile a farsi che a dirsi. Divertimento assicurato e ottima cena. Diventa lunga ma il bello è proprio questo. Si parla, si ride, si ripensa all'interna giornata vissuta, alla fortuna che abbiamo, ai nostri amici e alla faccia che avrebbero fatto vedendo tutto questo, e si prega che la maledizione di Montezuma non ci colpisca.


martedì 21 gennaio 2025

21 gennaio 2025. Bantakhun o Ban Ta Khun, come volete voi.


Dopo la consueta colazione in questo bel resort, arriva lo scooter prenotato ieri. Costo per 24 ore circa 12 euro (bath 350). Sappiamo bene di essere in un posto che offre tante attrazioni dal punto di vista naturalistico e, dopo il parco, ci aspettiamo di navigare nelle acque del lago annesso . Siamo esattamente a Ratchaprapa.
Da qui partono i vari percorsi su barca. Ci sono tante opzioni. Dallo stare fuori per mezza giornata a tutta, come faremo noi domani. C'è chi prenota la notte in una zattera galleggiante o in qualche alloggio all'interno del lago. C'è un via vai di gente che sembra Santarega (per i due che non lo sapessero = festività in onore di Santa Greca che attrae millemilioni di persone, per devozione e per... mangiare il maialino o sa lissa/mugil cephalus) La cosa peggiore però è che ci sono altrettante imbarcazioni che sfrecciano avanti e indietro. Nonostante la bellezza tutt'intorno, questo pienone non ci piace tanto. Ci ha ricordato un pochino Ha Long Bay, la famosa baia a nord del Vietnam, una delle meraviglie esistenti sulla terra. Anche lì lo splendore del posto doveva lasciar spazio alla calca irrefrenabile dei turisti. Da questo molo partiremo anche noi domani per un tour prenotato la settimana scorsa. Non è economico ma ci sta. Staremo fuori tutto il giorno e speriamo che il tempo ci assista. C'è molto caldo ma il cielo è coperto. Probabilmente lo sarà anche domani ma l'importante è che non piova, se no niente foto e niente bello. 
Inforcato lo scooter si va verso un punto segnalato come interessante. Si chiama Chiew Larn Lake View Point. È un'immensa area parco panoramico appunto, e anche area di sosta per chi segue i tour organizzati e anche di parcheggio per chi dovesse lasciare la vettura in un posto sicuro. Molto curato e provvisto di tutto il necessario, bagni compresi. C'è il monumento di una principessa della
dinastia del re Rama X. Nata nel 1920 e morta uccisa da un colpo di pistola, il perché non ci è dato a sapere. È stata una acculturata beneffattrice, tanto caritatevole  che si dice che i tailandesi la rimpiansero tantissimo e che per questo fu eretto questo monumento in suo ricordo (dalla didascalia sotto al monumento). Tornando al "parco" anche la visuale
è ottima. Una buona prospettiva sulla diga è su tutta l'area intorno. La diga di Ratchaprapa ovvero "Luce del regno" è il contributo che i regnanti insieme al governo tailandese diedero alle popolazioni che vivevano nei suoi pressi, ma non solo. Il suo scopo era ed è la modernizzazione e il rafforzamento delle rete elettrica del sud della Thailandia. È stata  progettata sia per fornire energia alla provincia di Surat Thani e alle aree circostanti con generatori idroelettrici in grado di produrre un massimo di 240mw/ora, che per il controllo costante delle inondazioni. È stata inaugurata nel 1987 dopo 5 anni di duro lavoro e di radicali cambiamenti subiti dalle popolazioni indigene, depredate delle loro abitudini e del loro habitat. Come sempre tecnologia e progresso sono un gran vantaggio che lascia sempre strascichi.
Dopo questa digressione storico culturale alla Angela(magari), si torna al giro in scooter. Arriviamo ad un tempio al cui interno ci sono 10 statue di altrettanti 10 monaci. Sempre a grandezza naturale e sempre ricoperte, in parte, di foglie d'oro. Rispecchiano esattamente i monaci corrispondenti e ce n'è una che porta addirittura gli occhiali, scolpiti anch'essi. Monaco

quattrocchi 🤓. Il tempio si chiama Wat Ta Khun, ed è davvero il caso di visitarlo, una perla. Tornati on the road, percorriamo le strade e stradine della periferia. Vediamo belle costruzioni in legno, in muratura, case molto grandi e di degna nota. Ci sono anche le casupole fatiscenti che però non sono un gran problema per chi vi abita. Come già detto in altre occasioni, il concetto di povertà qui è diverso dall'accezione comune, la nostra per esempio. Non stanno morendo di fame né danno la percezione di inferiorità sociale ed economica. Sono così e non chiedono se non di vivere "tranquillamente". Si accontentano e accettano la loro condizione. Resilienza? Apatia? Indifferenza? Distacco? Non sappiamo rispondere.
Si occupano di tante cose, lentamente però, mi raccomando. Qui, la maggior parte di loro è dedita alla pesca e alla coltivazione e raccolta di frutti e di gomma. Che dire: interi apprezzamenti di alberi della gomma. Distese. Questi alberi sono molto alti e con tronchi non grossi. Somigliano vagamente ai giovani eucalipti ma di questi lontani cugini non hanno né le folte fronde né la larghezza dei fusti. Dalla  corteccia, che viene incisa in diversi punti, fuoriesce un siero bianco che goccia dopo goccia riempie il contenitore che i coltivatori scelgono di mettere appena sotto:  buste di plastica oppure gusci di noce di cocco. Il liquido così ottenuto si condensa e al tatto è proprio gomma. La parte liquida invece ricorda il vinavil, è addirittura collosa e odora un pochino di pesce. È pienissimo di alberi trattati e di altrettanto buste di raccolta ad essi appese. In alcune zone ci sono già le semisfere pronte da trattare, ammucchiate. Insomma un bello spaccato di vita quotidiana. Il nostro viaggio vuol essere soprattutto questo, vedere e cercare di capire la vita quotidiana delle periferie e delle campagne. 

Si torna sulla via del ritorno. Domani mattina pertenza per la gita in barca sul Cheow Lan Lake.