"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

martedì 25 febbraio 2025

25 febbraio 2025. Hop on Hop off. Tour della città.

In tre giorni abbiamo macinato km e praticamente visto tutte le attrazioni consigliate. Ci rimane da approfondire la visita di alcune attrazioni un po ' più distanti. Decidiamo di prendere il bus turistico che tocca tutti i punti d'interesse migliori. Da questi bus si può scendere e risalire quando e dove si vuole.

Si chiama infatti Hop-On Hop- Off (sali e scendi). Il biglietto costa 60 Ringgit a testa (13 euro) e dura 24 ore. Si divide in due linee: una che percorre la parte a nord della città ed è la rossa, e una che percorre la parte a sud, la linea verde. Si incontrano nel punto di interscambio che sta al centro città. I biglietti si possono fare online e vengono convalidati sul bus dalla guida turistica presente. Si possono acquistare in loco, in ogni punto di salita/discesa. Nel bus, oltre all'autista c'è la guida turistica che descrive i luoghi di interesse. Prime tappe: templi.
Lo Sri Mahariamman e il Guan Di. Sono sulla stessa strada a distanza di circa 100 metri l'uno dall'altro. Uno è induista, l'altro è taoista. La capacità di convivenza tra questi popoli è disarmante. La tolleranza religiosa che non esiste nei paesi occidentali, qui è la normalità. Attraversiamo la Chinatown “dei tarocchi” e arriviamo al Guan Di Temple. È un tripudio di colori, rosso soprattutto. È dedicato al Dio della guerra e della giustizia. Molto carico di tanta roba e molto disordinato. Forse è meglio visitarlo la mattina presto con meno caos intorno, forse. Usciti da qua, attraversiamo la strada e ci infiliamo velocemente nello Sri Mahariamman Temple. I templi chiudono alle 13.00 ed è già a mezzogiorno inoltrato.
Il Tempio induista è davvero bello. I colori sgargianti del verde e oro, il giallo, l'azzurro e l'arancione (praticamente manca il nero e la rosa dei miei colori preferiti è fatta), ricoprono statue e decorazioni. Il profumo degli incensi e le preghiere recitate come cantilene da un gruppo di credenti è inebriante. C'è anche il santone che compie dei rituali e distribuisce benedizioni ai seguaci presenti. È il più antico tempio indù della città. Si entra scalzi, e le scarpe vengono tenute al sicuro da una persona all'ingresso per 2 Ringgit a testa, 0,40 cent di euro.
La dea Mahariamman è considerata l'incarnazione della madre terra con tutta la sua forza. Protegge i suoi devoti da eventi terrificanti. Ogni anno si svolge il Thaipusam che, come ho già scritto, è un festival religioso indù dedicato a Murugan, Dio della guerra, della vittoria, della saggezza ma anche simbolo di coraggio, determinazione e crescita spirituale. È il. Dio che si trova all'ingresso della Batu Cave. Da questo tempio infatti si percorrono, a tappe, i km fino alla Batu Caves, dove ha fine il rituale, trasportando in processione su un carro d'argento le statue degli Dei al cospetto di Murugan. Durante questa processione svolgono rituali di penitenza e purificazione che vanno digiuno al sostenere dei pesi o al bucarsi la pelle con sottili spiedini o ganci. Si celebra durante la luna piena del mese Tamil della Thailandia e quest'anno era ‘ 11 febbraio. Noi ce lo siamo persi per un soffio. Dev'essere stato davvero coinvolgente. 
Ci troviamo alle porte di Chinatown e stiamo qui a pranzo. Scegliamo un locale/chiosco/bettola molto spartano, in cui servono diverse tipologie di cibo. È una sorta di self service, già visti e provati in precedenza, in altre parti dell'Asia. Ottime pietanze che puoi scegliere tu stesso. Per un piattone di tanta roba abbiamo speso circa 3 euro a testa e c'è pure la birra!! 

Risaliamo sul bus con l'intento di scendere alla fermata del Palazzo nazionale, sede e residenza del Re. I cancelli sono chiusi e ben sorvegliati dalle guardie, di cui due a cavallo. Da lontano si possono vedere solo le cupole dorate dell'edificio. Foto di rito e via nuovamente sul bus. Durante il prosieguo del giro rivediamo le meravigliose Petronas e, subito dopo, scendiamo alla fermata più vicina all'Hotel.

Rientrando ci fermiamo a comprare qualcosa per le nostre colazioni e anche aperitivi, si si, perché con due noccioline, patatine e… Coca Cola ( aime’) ci coccoliamo sul divano prima della cena. Cena: oggi pizza! È ora di cambiare un po i sapori. Mentre rientravamo a portare in camera gli acquisti, siamo capitati di fronte a diversi ristoranti tra cui una pizzeria con forno a legna. Sarà qui che torneremo a cena. Il locale è molto carino. Gestito da un italiano di Vicenza che sta qui da 15 anni. Il locale si chiama Heritage e la pizza è buonissima. Ha solo prodotti italiani e le birre, tra cui c'è pure l’Ichnusa. Unico neo è che è di taglia piccola, 33ml. Abbiamo speso l'equivalente di 40 euro per due pizze, una Margherita e una Margherita speciale, con pomodori datterini; una coca cola zero, due ICHNUSA e due ottimi caffè espresso. Ovviamente non è economico qui in Malesia ma per noi va bene così, soprattutto oggi. Soddisfatti e stanchi si va a dormire. Non prima di aver scattato diverse foto al panorama sulla città che abbiamo in piscina, al 51 e ultimo piano. Le Petronas di fronte a noi, la KL tower e tutte le luci della città ai nostri piedi. Straordinario. 

A proposito da oggi chiuderanno la piscina all'accesso, per tre giorni. Ci siamo persi l'occasione di nuotarci dentro. Il tempo, sia climatico che analogico non ce l'ha permesso. Sarà per un'altra volta? Chissà. 



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