Sappiamo già che non sarà una giornata facile, perciò iniziamo con calma, facciamo una buona colazione e siamo pronti a partire. Prima fase: chiamare una macchina con Grab che ci possa portare fino all'imbarco del traghetto. Il nostro autista è una signora musulmana che per tutto il viaggio ci propina una specie di preghiera lagnosa. Con lei riusciamo a spuntare una cifra di 34 Ringgit (circa 7,5 €) per percorrere 17 Km che ci porteranno a Kuah Jetty (la stazione Marittima). Arriva al resort nel giro di pochi minuti 9:30 si va.
Da qui dobbiamo scendere alla fermata della stazione di Butterworth. Sembrava tutto facile ma facile non è stato. Il treno arriva alle 15:30 come previsto e pensi, adesso per un ora e venti sto seduto tranquillo e magari mi rilasso un attimo. No!!
Treno strapieno, aria condizionata inefficace per il numero di persone e i finestrini non si potevano nemmeno aprire, insomma un calvario. In piedi con un mucchio di persone ammassate e un caldo da sauna per un'ora e mezza, terribile. Ma non finisce qui. Arrivati finalmente a Butterworth per raggiungere Georgetown serve ancora un piccolo traghettaggio. Fila biglietti, fila imbarco e finalmente alle 17:30 si parte. Con questa linea i traghetti partono ogni mezz'ora e sono sempre pieni. Se non ci stai prendi il successivo. Comunque, noi ci stiamo e in 15 minuti siamo a Georgetown. “ Ei Google quanto è distante l'albergo?” “Dalla tua posizione è distante 1,3 Km” 😱😱. E va bé, facciamo l'ultimo sforzo. Facciamo lavorare le rotelle degli zaini usandoli a mo di trolley e ci ciucciamo il chilometrino in men che non si dica. Già Georgetown ci piace. Nel tragitto per raggiungere l'hotel passiamo in stradine piene di colore, con ristoranti Chinese style, un sacco di lanterne rosse e un turismo sostenibile. Questo ci ricarica. Doccia rigenerante e via nella via cinese. Mangiato con 12 euro due piatti tipici cinesi, anzi cantonesi, chiamati Char Hor Fun, a base di spaghetti di riso, verdure, e vongole(?) , ma non abbiamo capito bene perché, la signora che le preparava non parlava l'inglese. Questo piatto è tipico di Georgetown (Penang, nome originario di questa città) che ne ha cambiato la versione originale cinese che è fatta usando le uova nella salsa. E mai manchi la birra malese Tiger (bottiglia grande ovviamente!). Rientrando ci viene voglia di qualcosa di dolce. C'è una piccola pasticceria cinese sotto l'albergo ed entriamo. Vediamo le pastel de nata portoghesi, cestini di pasta sfoglia ripieni di crema. Ne compriamo tre e la signora al banco ci propone un dolce tipico malesiano che, nelle versioni salate, è presente in molti paesi sud asiatici e anche in Giappone: il Chicken Floss Seawead. Proviamo? Ok.
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