"quando avremo ottanta anni, avremo probabilmente imparato tutto dalla vita .
Il problema sarà ricordarlo"

giovedì 6 febbraio 2025

6 febbraio 2025. Tour delle mangrovie

 Stamattina andiamo dritti dritti al Kilim Geoforest Park. È nella parte a nord est dell'isola a circa 26km dal resort. La strada di collegamento è scorrevole e completamente asfaltata. Qui in generale le strade sono ben curate con un'ottima segnaletica. La circolazione è sempre a sinistra ed il conducente del veicolo siede a dx. Molte auto, fuoristrada e scooter. Qui si usa sempre il casco. 

Arriviamo all'ingresso dell'area del parco, di uno dei parchi. Premesso che Langkawi è stata dichiarata Geoparco mondiale UNESCO, ha tre aree distinte in cui sbizzarrirsi. La sua natura selvaggia, il patrimonio faunistico e le biodiversità sono affiancate a opera di modernizzazione di alto livello. La ⁣ teleferica⁤ di Langkawi, nella parte a nord ovest, è uno dei ⁣simboli più
famosi dell'isola. La risalita verso il Ponte Sospeso è un’opera ingegneristica letteralmente ‍sospesa tra le cime ​di ⁢due montagne. Noi decidiamo di lasciarla per ultima, sappiamo che è un'attrazione molto turistica e disneyana. Arrivati al Kilim Geoforest decidiamo di fare il tour B, quello tra A, in cui si visitano due siti in meno e dura due ore, ed il C che dura 4 ore con un sito di snorkeling
in più. Oggi non abbiamo portato con noi maschera e pinne e comunque vogliamo vedere altro. Si parte, costo 450 Ringit per due persone ovvero circa 97 euro. 100 Ringgit equivalgono a circa 21, 60 euro. Si, non è proprio economico, soprattutto perché dura tre orette e non ti offrono neppure una bottiglia d'acqua. Scopriremo poi che alcune agenzie sono più generose. Vabbè, siamo qui, si parte. Il nostro barcaiolo è
simpatico e discreto. Ci indica in inglese le diverse attrazioni e qualche curiosità su esse. In barca siamo soliiii. Meglio di così. Si aprono scenari da film. Un incrocio fra Jurassic Park, King Kong Tomb Raider ed Indiana Jones. Terre affioranti dal mare coperte da una vegetazione di mangrovie rigogliosa; rapaci svolazzanti e scimmie che saltano da un albero all'altro 
A proposito, Langkawi significa “Terra (roccia) del Nibbio Bramino” qualcuno scrive altre fesserie ma la traduzione è questa. Il Nibbio bramino è un rapace, un'aquila, con la testa bianca e il busto rossastro. Svolazza sui mari e le terre emerse di questi paesi  e si nutre di pesci, e non solo. Il nostro barcaiolo butta in mare alcuni
rimasugli di pasto e ci offre uno spettacolo indimenticabile: una moltitudine di nibbi che vanno su e giù e ci sovrastano con la loro grandezza. Wauuu. Durante il tragitto percorriamo km di zone paludose in cui le mangrovie la fanno da padrone. Sono alberi con tante radici che si aggrappano ai terreni in cui crescono. Si adattano a stare dove per altri tipi di vegetazione è difficile sopravvivere. Crescono in ambienti in cui c'è scarso ossigeno, paludi, zone salmastre o salate, a ridosso del mare. Sono importantissime per l'intero ecosistema perché assorbono tanta anidride carbonica. Studi recenti hanno dimostrato che ne trattengono 10 volte di più di quanto possano, per ettaro, le foreste terrestri. 
Di fronte a noi c'è la Thailandia. Stiamo navigando praticamente sul confine. Si intravedono tantissime isole, peccato che la visibilità sia sempre un pochino svantaggiata dalla presenza di una leggera foschia. Pian pianino arriviamo ad una spiaggia carina carina. Scendiamo per una mezz'oretta e ci godiamo il paesaggio. Salpiamo nuovamente per le ultime tappe che sono, rispettivamente un allevamento di vari tipi di pesce e per ultimo la bella e interessante Bat Cave.
Nella zona di allevamento c'è un ristorante. Ecco a cosa serve l'allevamento!! Niente di rilevante. Per la caverna dei pipistrelli invece l'ingresso è di 2 Ringgit a testa e se vuoi la torcia 1 Ringgit in più. Nella passerella esterna una marea di scimmie, non mancano mai. Si entra in grotta. Non è lunga, si sviluppa soprattutto in ampiezza. Ci sono stalattiti, stalagmiti e ci sono i pipistrelli! tantissimi, appesi a testa in giù. Piccolini e carini carini. Non volano. Stanno dormendo, e meno male. Diciamo che, nonostante mi piacciano molto e non abbia alcun timore, vederne così tanti in “branco” fa un certo effetto. Ma sono animali così importanti che non posso che chinarmi al loro cospetto. Rientriamo in base, al molo di ormeggio. Sono le 14.45. Salutiamo il barcaiolo e continuiamo a girovagare per questa foresta attrezzata. C'è una passerella che conduce ad un'ampia area adibita a coltivazione di mangrovie. Interessante vedere come vengano coltivate, mantenute e curate, anche se un po di monnezza non manca mai. Ai Ai Ai. 

Sfiniti, anche per il caldo, riprendiamo lo scooter e la via di rientro. 

Ma è ora che si ceni, visto che il pranzo è saltato, praticamente. Via dritti dritti al mercato etnico. Tante bancarelle di fast food di arrosti e fritti, salati e dolci. Turchi, arabi, malesi, cinesi e bohh. Cucine di tutti i tipi e specie. Si mangia mentre si cammina e non c'è da bere se non acqua o bibite gassate/intrugli colorati. I costi sono veramente economici. Meno di un euro per arrosticini; uno o due euro per più scelte. Insomma, veramente caratteristico e interessante.
Noi però continuiamo con il pesce arrosto. Ci spostiamo di un km e andiamo in un altro mercato di fast food visto ieri. Sedie e tavolini fatiscenti in cui chi arriva si siede dov'è libero. Ordiniamo un bel pesce alla griglia. Una specie di parago da chilo che ci è costato la bellezza di meno di 20 euro, compreso di verdure di contorno. Peccato per la mancanza di bevande meno musulmane. Pazienza, l'acqua fa sempre bene. Non paghi di ciò, finiamo con un dolce croccante al cioccolato. Già mangiata in altri lidi è una piadina croccante spalmata di Nutella (o altro). Crepi l'avarizia. È ora di tornare in albergo. Mega doccia e qualche scritto. Troverò tutti gli errori quando ormai sarà troppo tardi per rimediare. Se sbaglio/sbagliamo, ci corrigerete🥴


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